Page 30 - merged
P. 30

COMMEMORAZIONE DEL SOCIO ENRICO FERMI                                     29

      mesone negativo che viene assorbito da un protone con emissione di un neutrone e un
      neutrino non sarebbero altro, secondo questa recente concezione, che esempi particolari
      di questa legge universale.
        Il primo lavoro sui processi di disintegrazione beta non era ancora apparso sulla "Ri-
      cerca Scientifica", quando giunse notizia che i coniugi Curie-Joliot a Parigi erano riusciti
      produrre la radioattività in alcuni elementi leggeri sottoponendoli all'azione delle par-
      ticelle α. Immediatamente Fermi decise di provare a provocare la radioattività artificiale
      usando come proiettili, anziché le particelle a i neutroni, i quali, per l'assenza di una
      carica elettrica, avrebbero dovuto essere più efficaci. A tale scopo si fece preparare dal-
      l'amico Giulio Cesare Trabacchi, direttore del Laboratorio Fisico dell'Istituto di Sanità,
      una sorgente di neutroni ottenuta mescolando polvere di berillio con emanazione di radio.
      Dopo pochi tentativi infruttuosi, l'esperienza diede esito positivo e Fermi poté così annunciare,
      in una Lettera all'editore della "Ricerca Scientifica" del marzo 1934, la scoperta
      della radioattività provocata da neutroni.
        Nell'Istituto di Fisica dell'Università di Roma cominciò subito un lavoro febbrile. La
      sperimentazione fu organizzata su di una base larga in maniera da tentare molte vie e da
      lasciar sfuggire il minor numero possibile di fenomeni dalle reti abilmente tese in tutte
      le direzioni. Fermi non solo dirigeva il lavoro altrui ma prendeva parte egli stesso a tutti
      i tipi di misurazioni fisiche e manipolazioni chimiche dedicandosi anche alla esecuzione
      materiale di pezzi di vetreria e di officina.
        Nel giro di pochi mesi furono prodotti oltre quaranta nuovi corpi radioattivi; molti
      di essi furono individuati chimicamente e fu dimostrato quale fosse il corrispondente
      processo nucleare di produzione. Fu così stabilito in quali casi si trattava di processi
      n, α), in quali di processi (n, p) e fu dimostrato che in molti casi si produceva un processo
      n, ϒ), ossia un processo di cattura radiativa fino ad allora sconosciuto e che era destinato
      ad avere grande importanza nel seguito.
      Fino al 1934 le reazioni nucleari note erano così poche da non permettere di fame una
      sistematica; ciò diveniva improvvisamente un semplice problema di raccolta di dati, in
      seguito alla scoperta di Fermi della radioattività provocata da neutroni.
      Fu in quell'epoca che bombardando con neutroni l'uranio, ultimo degli elementi del
      sistema periodico, fu trovato che esso dava luogo a molti nuovi corpi radioattivi, alcuni
      dei quali furono allora erroneamente interpretati come elementi transuranici. Questa
      interpretazione, confermata poco dopo da vari ricercatori, fu universalmente ritenuta
      valida fino al 1939, anno in cui Hahn e Strassmann scoprirono che l'uranio subiva, sotto
      l'azione dei neutroni, il fenomeno della scissione, i cui numerosissimi prodotti radioattivi
      mascheravano gli elementi transuranici, che anche venivano prodotti, ma che, come fu
      dimostrato in seguito, erano corpi diversi da quelli originariamente separati dal Fermi e
      collaboratori.
      Nell'ottobre dello stesso anno 1934 Fermi e collaboratori scoprirono un altro impor-
      ante fenomeno. In tutti i casi in cui la radioattività provocata da neutroni era dovuta
      ad un processo di cattura radiativa, l'intensità del fenomeno poteva venire esaltata di
      un fattore assai grande, in qualche circostanza anche dell'ordine di 50,0 addirittura 100,
   25   26   27   28   29   30   31   32   33   34   35